Chi possiede un’azienda sa che per
essere competitivo sul mercato deve “affrontare” il web. Se
in passato la pubblicità passava attraverso TV e giornali, oggi i
clienti arrivano per la maggior parte da internet. Migliaia
di utenti cercano prodotti e servizi digitando parole chiave nei
motori di ricerca, pronti a trasformarsi in clienti. Intercettare
questo pubblico è fondamentale per il successo di un brand.È
dunque necessario affinare tutti gli strumenti esistenti allo scopo
di catturare la propria fetta di mercato e battere i competitors. Ma
come promuovere la propria azienda su internet?Cosa
serve per promuovere la propria azienda su internetInnanzitutto
si può iniziare con un computer e un collegamento a internet. Poi è
necessario avere un sito web. Oggi è possibile costruirlo
autonomamente, specialmente se si dispone di un piccolo budget.

Usando i CMS (acronimo di Content management system), come WordPress,
Joomla e Drupal, si possono ottenere discreti risultati. Tuttavia
il consiglio è sempre quello di affidarsi a professionisti del
settore. La piattaforma per promuovere la propria attività
commerciale deve essere funzionale e consentire una navigazione
agile, oltre ad essere progettata secondo determinati criteri.Il
sito deve essere veloce perché la fruibilità aumenta il ranking;
gli utenti si spazientiscono se le pagine si aprono lentamente e
probabilmente si rivolgeranno ai competitors. Una buona regola,
dunque, è usare software per velocizzare la navigazione all’interno
della piattaforma, come Gtmetrix o Pagespeed.Essere
tra i primi 10 nella SERP di GoogleSe si decide di
lavorare in inbound marketing, ossia entrare nella logica che
prevede che siano i clienti a trovare l’azienda e non il contrario,
la strategia di marketing deve puntare ad attirare utenti e generare
traffico sul sito. La piattaforma su cui viene promosso il
brand deve diventare l’elemento che catalizza la curiosità degli
utenti che navigano in rete alla ricerca di un determinato prodotto.

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Al sito si possono affiancare anche altri strumenti come il
blog, dove pubblicare contenuti in grado di intercettare le ricerche
effettuate su Google. Ma come guadagnare posizioni nella
SERP?Prima di tutto, se non si possiedono competenze
professionali, bisogna rivolgersi ad un esperto SEO in grado di
ottenere risultati specifici. L’altra figura necessaria è quella
dell’AdWords specialist che lavorerà sull’advertising.Il
SEO specialist svolge un lavoro specifico che solitamente comprende
un’accurata keyword research per rendere competitivo il sito su
Google, individuando sia le keyword commerciali sia quelle
prettamente informative. Queste ultime sono ugualmente importanti
perché non mirano ad un risultato commerciale diretto ma sono in
grado di generare l’inbound marketing.Il SEO ottimizzerà le
pagine web della piattaforma lavorando su elementi fondamentali come
il codice, i testi dei contenuti, le meta description e soprattutto
sulla sitemap del sito. La sitemap è un file XML, acronimo di
eXtensible Markup Language.Se volessimo semplificare potremmo
dire che la sitemap è la mappa del sito. Racchiude al suo interno la
lista di tutte le pagine della piattaforma, che dovranno essere
indicizzate da Google e anche da altri motori di ricerca. Si
tratta dunque di una lista di link che consente, ai creatori della
piattaforma, di aggiungere le informazioni che aiutano i motori di
ricerca a comprendere come è strutturato il sito e quali sono i
contenuti che pubblica. Si comprende l’importanza del file
XML se si considera come dalla stringa di ricerca di Google passino
tutti i clienti potenziali di un’azienda che vuole pubblicizzarsi in
rete. Il SEO specialist provvede a caricare la sitemap su
Google WebMaster Tools, uno strumento che Google fornisce agli utenti
per migliorare la presenza della piattaforma sul web e garantire un
suo miglior il posizionamento nella SERP.Sia sul blog del
sito sia sulla piattaforma stessa dovranno essere pubblicati
contenuti che promuovono i prodotti/servizi dell’azienda. I testi
degli articoli devono avere determinate caratteristiche. Devono
essere originali e non contenere errori grammaticali. I principali
motori di ricerca scovano ogni errore ed etichettano
irrimediabilmente come non professionale una la pagina che pubblica
articoli sgrammaticati.Il copywriting deve perciò persuadere
l’utente a interrompere la propria ricerca sul web, convincendolo a
restare sul sito e a non rivolgersi ai competitors.Per
raggiungere tale obiettivo il titolo dell’articolo deve essere sempre
piuttosto sintetico, contenere la parola chiave, essere d’impatto e
accrescere la conversione, ossia la possibilità che un utente
diventi cliente. Anche nel testo ci devono essere le parole
chiave ma vanno essere inserite con criterio, perché un loro uso
smodato è controproducente.Per posizionarsi ottimamente
nella SERP di Google l’altro aspetto importante è l’advertising.

Si possono ottenere grandi risultati stanziando un piccolo budget in
questa attività. Essere primi è quasi impossibile ma non per questo
bisogna rinunciare al tentativo. Non si tratta soltanto di
essere tra i primi 10 tra i risultati della ricerca. Il meccanismo
che scatta grazie all’advertising è intelligente: le inserzioni
pubblicitarie dell’azienda infatti appariranno al momento opportuno,
proprio quando l’utente è alla ricerca di quelle informazioni.Le
professionalità che lavorano con gli AdWords, ossia gli spazi
pubblicitari nelle pagine di ricerca di Google, setteranno le
campagne promozionali chirurgicamente, per ottimizzare le risorse del
budget, evitando spese inutili e massimizzando gli introiti.Il
web marketingCome scritto in precedenza, una parte del
budget dovrà essere investita nel web marketing. Google AdWords è
uno degli strumenti più importanti da utilizzare per promuovere
un’azienda su internet.

Si tratta di una piattaforma
pubblicitaria offerta da Google che permette la promozione del sito
web aziendale mediante il posizionamento non organico. Cosa vuol
dire? L’annuncio appare in appositi spazi creati da Google
all’interno della SERP, in seguito ad una ricerca da parte degli
utenti di un termine specifico. L’annuncio apparirà in posizione
privilegiata rispetto agli altri contenuti che l’utente guarderà
nella pagina.

L’azienda che investe in Google AdWords
paga soltanto quando l’utente clicca sul banner pubblicitario,
atterrando così sul sito web aziendale. Il cliente di AdWords in
sostanza crea una campagna pubblicitaria personalizzata, rivolgendosi
ad un target preciso di utenti.

Google AdWords funziona per parole
chiave. Si individuano keywords inerenti l’area di interesse
dell’azienda che offre una cifra per aggiudicarsele. Spesso però non
è sufficiente offrire una somma per “comprare” le parole chiave
e ottenere visualizzazioni da parte degli utenti; bisogna individuare
infatti parole chiave strategiche ma non eccessivamente contese da
altri inserzionisti.

L’email marketing è una delle
strategie di web marketing più importanti. Attraverso la creazione
di un database contenente indirizzi email l’azienda stabilisce un
contatto, non episodico, con i propri utenti. L’email marketing rende
possibile il branding, ossia la fidelizzazione dell’utente al
marchio. Allo stesso tempo accresce il traffico sulla piattaforma
aziendale con l’obiettivo di vendere il prodotto. L’email marketing
si basa sul servizio di newsletter, un sistema che garantisce quella
continuità di contatto tra azienda e utente, indispensabile alla
conversione.

La lead generation è una delle
strategie dell’email marketing. L’obiettivo è l’acquisizione di
liste di utenti potenzialmente interessati al prodotto aziendale.

Lo strumento fondamentale per la lead
generation è il lead magnet. Qual è l’obiettivo? Calamitare i
visitatori sulla piattaforma affinché lascino i propri dati
all’interno di un apposito form. Cosa spinge un utente ad affidare
informazioni sensibili ad un’azienda? Il lead magnet appunto, ossia
la possibilità di ottenere dei vantaggi oppure la soluzioni al
problema che ha portato l’utente a digitare delle keywords su Google.

La geolocalizzazione
del sitoA metà strada tra attività online e offline c’è
la local search. Promuovere un’azienda su internet non
sottintende che la vendita del prodotto debba avvenire esclusivamente
online. Chi possiede un negozio fisico ha tutto l’interesse che il
cliente varchi la porta d’ingresso, specialmente se il cliente ha
visitato il sito internet e ha già individuato il prodotto da
acquistare.Immaginiamo una persona che sia alla ricerca di un
negozio di ferramenta a Roma. Supponiamo che sia in giro in auto o
sui mezzi pubblici e al momento della ricerca si trovi a Garbatella.

Sicuramente consulterà il suo smartphone nel tentativo di trovare la
ferramenta più vicina alla sua posizione.Ovviamente
consulterà Google digitando “ferramenta Garbatella” oppure
cercherà l’informazione sulla mappa, sfruttando la
geolocalizzazione.L’ottimizzazione della piattaforma ai fini
della ricerca permetterà all’azienda di conseguire un posizionamento
migliore su Google. La cosiddetta pedonabilità del negozio è
fondamentale soprattutto se l’attività punta ad un mercato locale.

Un utente su due, dopo aver compiuto una ricerca local
attraverso il suo smartphone, entro 24 ore raggiungerà fisicamente
il negozio e nella maggior parte dei casi procederà
all’acquisto.Strettamente connesso alla geolocalizzazione del
sito è il servizio Google Business View. Lo scopo è sempre
quello di convertire l’utente di internet in un cliente. Il titolare
di un’azienda può ottenere un appuntamento con un fotografo
certificato Google che scatterà foto a 360° dell’esercizio
commerciale. Le immagini, visibili su Google Maps, costituiscono un
tour virtuale all’interno del negozio. Il servizio è gratuito,
l’unica spesa da sostenere è il compenso al
fotografo.Promuovere l’azienda sui social
networksIn una buona strategia di web marketing non può
mancare la creazione di un profilo, dedicato all’azienda, sui
maggiori social network.Ma quali social usare per promuovere
la propria attività? I social network sono tutti diversi fra loro e
spesso puntano a categorie di utenti. Un’azienda di arredamenti
d’interni potrà sbarcare su Pinterest, che è nato per essere il
social degli amanti della fotografia.Facebook invece ha un
target più generico e l’età media dei fruitori negli anni si è
alzata; rimane tuttavia il social più quotato in Italia.Twitter,
Facebook, Instagram, con questi strumenti è possibile fidelizzare i
clienti, creando contenuti che interagiscano con loro, rispondano
alle domande in tempo reale, soddisfino le curiosità e li
intrattengano. Anche la comunicazione deve essere mirata e
specifica, meno ufficiale rispetto a quella usata interagendo con le
email sul sito. Lo sbarco delle aziende sui social è avvenuto in un
secondo momento. Twitter e Facebook sono nati come spazi di
comunicazione tra le persone e non di promozione aziendale. Per
questo la comunicazione tra azienda e cliente deve seguire quella
logica. Fidelizzare i followers significa parlare con loro, avendo un
atteggiamento propositivo, coinvolgendoli per esempio in iniziative
legate al marchio.I contenuti di promozione
dell’azienda sui socialSia sui blog che sui social
networks l’immagine conserva ancora tutto il suo appeal. Gli utenti
che devono acquistare un prodotto infatti non si accontentano solo
del testo. Un contenuto scritto perfettamente, e che magari
descrive nei minimi particolari l’oggetto in vendita, non è
sufficiente a creare quel corto circuito necessario alla conversione.

Le immagini non devono mancare. Gli utenti preferiscono
attribuire un like o condividere un articolo specialmente se è
abbinato ad un video, ad una fotografia, ad una gif. Per questo,
ricollegandoci anche al tema viral, un canale Youtube aziendale
potrebbe essere una buona idea, anche per l’interscambiabilità dei
contenuti video che promuovono un brand. Del resto lo Youtube
Marketing è sempre più usato dalle aziende che sbarcano sul
web.Presidiare i profili social aziendaliIl
timing relativo alla pubblicazione dei contenuti è uno di quegli
aspetti che molte aziende sottovalutano. Alcuni strumenti come
Facebook Insight monitorano il comportamento degli utenti, scovando
le loro abitudini. Fa parte della strategia del web marketing
pubblicare “un annuncio” cercando di sfruttare al massimo
il traffico. L’obiettivo è quello di raggiungere più persone
possibili.Il social media manager, poi, oltre a pubblicare
nelle “ore di punta”, deve garantire la presenza costante
sui social. Il cliente deve avere l’impressione che la bacheca sia
sempre viva e presidiata. In sintesi l’azienda deve creare la sua
community, che sostenga il brand a patto di non sentirsi abbandonata,
non solo nel caso abbia domande o curiosità da rivolgere. È
infatti probabile che gli utenti possano parlare del brand ad amici e
conoscenti, in quali magari stanno cercando proprio quel prodotto. E
forse, gli utenti che non si sono ancora trasformati in clienti,
quando avranno la possibilità al momento giusto acquisteranno il
prodotto. In quel caso vorrà dire che la fidelizzazione è
finalmente avvenuta.